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martedì 23 agosto 2016

23 agosto: ora di talee!

Uno dei migliori modi per riprodurre una rosa (e non solo) è la talea. Ci sono varie teorie circa il periodo migliore per mettere in pratica questa semplice tecnica: chi indica il periodo tra novembre e dicembre, chi i mesi primaverili. Ma c’è un momento nell’anno che, per esperienza, garantisce il successo quasi totale ed è quello che inizia oggi, 23 agosto (giorno dedicato a Santa Rosa da Lima) e che durerà fino ai primi di settembre.  
Come effettuare la riproduzione per talea:
In base alla mia esperienza, posso dire che questa tecnica riesce meglio se le talee sono prelevate da piante non giovanissime, meglio se già lignificate. Quest’anno, però, voglio provare a dividere Wollerton Old Hall, Leonardo da Vinci e Generous Gardener che ho messo a dimora da due anni. Non sono ancora lignificate del tutto, ma sono talmente vigorose da farmi ben sperare.

Ma cosa sono le talee? Non sono altro che pezzi di ramo tagliati che, interrati e lasciati a dimora per un lungo periodo di tempo, radicano dando origine a nuove piante identiche alla madre.

Come tagliare le talee?
Per prima cosa è necessario scegliere rami giovani che abbiano da poco fiorito e che quindi siano in piena vegetazione, assicurando il nutrimento necessario per il radicamento. La lunghezza migliore della porzione di rosa da tagliare è sui 15-20 cm. Effettuare un taglio orizzontale sotto una gemma fogliare (il tessuto duro impedirà che la base marcisca). 


Il ramo tagliato, adesso deve essere porzionato: effettuare un taglio obliquo sopra un’altra gemma fogliare: la base orizzontale andrà interrata, quella obliqua, alla quale lasceremo due foglie che possano eseguire la fotosintesi, sarà invece posta verso l’alto.


 In quest immagine (presa dal Web) si vedono la giusta angolazione e distanza dalla gemma fogliare 


Piantare talee: il tempo dell’attesa
Una volta ottenuta la talea, è il momento di interrarla in un vasetto contenete 50% di torba e 50% di sabbia. Posizionare la porzione di rosa, come già detto con le foglie rimaste in alto e la base orizzontale in basso. Lasciando circa 4 cm dal fondo del contenitore.
A questo punto, alcuni suggeriscono di ricoprire il vasetto con un sacchetto da surgelati (tenuto separato dalla pianta con un bastoncino) e di porlo in luogo illuminato, ma non  a contatto diretto con il sole fino a che le foglie cadranno, per poi scoprire e lasciare aperto fino all'emissione delle prime gemme.
                                  

Io posiziono direttamente il vasetto senza sacchetto in un luogo illuminato, assicurandomi di tenere umida (ma non troppo) la terra. Ai primi freddi ripongo le piantine in una piccola serra fino a primavera. Normalmente ottengo buoni risultati.
Quando le prime gemme spuntano, la nuova pianta può essere trasferita in un vaso più grande o in piena terra: avremo ottenuto una copia identica della rosa madre.

L’uso di ormoni radicanti può favorire il successo anche in altri periodi dell’anno, ma io non li uso mai.
Un'altra tecnica (suggeritami dalla mia amica Gabriella, mamma di Valeria) prevede l'uso di una patata. La talea non viene interrata, ma inserita in una patata poi messa a terra. Non ho mai provato questo metodo diverso, ma lo farò!


Devo dire che la mia fiducia va veramente al periodo tra il 23 agosto e il mese di settembre. Lo scorso anno, in questo periodo, mio papà mi ha dato talee di una meravigliosa rosa rossa che ha in campagna, l’ho piantata direttamente in terra e mi ha già dato una meravigliosa fioritura.


La moltiplicazione per talea consente di non perdere piante che si amano particolarmente o di regalarle ad un’amica. Molti appassionati si scambiano talee via posta e i grandi vivai di rose usano questa tecnica per riprodurre le piante che venderanno. Ci vuole un po’ di pazienza e i risultati non sono sempre garantiti, però vale la pena provare!

mercoledì 20 luglio 2016

Un sogno di rose

"C’era una volta una rosa bianca come il burro, delicata, ma al tempo stesso forte, robusta, vigorosa tanto da farsi strada tra le recinzioni di due giardini confinanti e farsi notare, prepotente e affascinante ammaliatrice, da una famiglia di Brescia che, colpita dal suo incantesimo di bellezza, decise di iniziare a coltivare rose per riempire il mondo con il loro incanto."


                                                                    Alberic Barbier, 1900

Quella rosa si chiamava Alberic Barbier e la famiglia Rizzonelli  non è la protagonista di un racconto di fantasia, ma di una bellissima storia nella quale mi sono imbattuta per caso sfogliando le pagine di una rivista di giardinaggio. Affascinata dai protagonisti del mondo vivaistico, specie se legato alle rose, ho contattato l’azienda per chiedere di poter scrivere un post su di loro per questa nuova avventura online. Ho da subito avuto una risposta molto positiva da parte di Giovanni, figlio dei proprietari, che mi ha dato tutte le informazioni necessarie a raccontare la storia del Vivaio Rose Rifiorentissime di Ciliverghe di Mazzano, in provincia di Brescia.

Roberto Rizzonelli e Adriana Balzi, affascinati dalla rifiorenza e dallo splendore della Alberic Barbier piantata dal vicino di casa e prepotentemente debordata nel loro giardino, nel 2001 decisero di avviare un vivaio di rose a Brescia.  Scelsero un campo dove in precedenza veniva coltivato il granoturco, costruendo un fabbricato che riproduce così fedelmente gli edifici di una volta da sembrare assolutamente autentico: travi, capriate, coppi antichi, muro in pietra, arredamento d’antan, pavimento in cotto recuperato dalla demolizione di un palazzo d’epoca, insomma, sembra di entrare in un orto botanico settecentesco.



                                         La planimetria del vivaio Rose Rifiorentissime



                                                                    La sede del vivaio





Poi la scelta delle rose: la Signora Adriana ha girato l'Europa alla ricerca di rose particolari e rare, alcune addirittura completamente scomparse dal mercato. La scoperta più sensazionale e del tutto casuale  fu l’incontro con un anziano collezionista ungherese che le mostrò i tesori raccolti nel corso di una intera esistenza, consentendole di riprodurle, dando così nuova vita a queste varietà pressoché introvabili: una vera e propria “banca” di preziosi esemplari storici.




Per un’appassionata come me, l’esperienza della famiglia Rizzonelli è come un sogno. Solo i collezionisti possono capire l’emozione della ricerca, la gioia della scoperta e la soddisfazione del potere piantare in un angolo del proprio roseto, per quanto piccolo come il mio, una rosa che si credeva perduta o una varietà molto antica. E solo chi ama le rose in modo un po’ folle come me, può capire la gioia di conoscere, anche se solo a distanza, persone che hanno realizzato il proprio “sogno di rose”. Con fatica, certo, con sacrificio. Perché coltivare la terra, dedicarsi alle proprie piante facendone una scelta di vita non è facile, richiede costanza e dedizione. Ma con questa fatica e dedizione la famiglia Rizzonelli contribuisce a rendere più belli e colorati i nostri giardini, possiamo non essere loro riconoscenti?

Quindici anni dopo, Rose Rifiorentissime (l'azienda si chiama così perchè il 70-75 % dell’ assortimento è composto da varietà molto rifiorenti) è un'azienda specializzata in rose provenienti da collezioni dei più importanti ibridatori europei e nella progettazione di splendidi "Giardini di Rose".
Il vivaio vanta un assortimento di oltre 350 varietà e il visitatore può accedere alla documentazione scientifica su ogni rosa per potere scegliere al meglio. Come dice Giovanni che ci accompagna in questa visita virtuale: è impossibile uscire senza aver trovato la rosa che si cerca: “abbiamo rose con forme, colori, petali e spine particolarissimi: vi sono rose striate, rose di color lilla, di color terracotta, oppure la rosa nera ovvero la famosa Black Baccara".
 Black Baccara



                                                                
La distesa infinita di rose all'interno del vivaio, lo sentite il profumo?

Tra le categorie presenti in vivaio citiamo le  Rose Floribunda (di altezza media, di solito massimo un metro, molto rifiorenti, dal fiore medio-grande, che fanno fiori in corimbi di solito di massimo 4-5 fiori, molto generose nella rifiorenza, ma scarsamente profumate);  Rose Minifloribunda (molto simili alle floribunde, solo che sono di dimensioni più modeste, spesso 40-60 cm; anche queste molto ben rifiorenti, ma poco profumate); Rose Ibrido di Moschata (rose che quasi sempre hanno il fiore semplice, che ricorda le roselline di campagna, quindi con solo 5 petali o comunque pochi raccolti in mazzetti, molto spesso vigorose e ben ramificate. Sono una delle pochissime categorie di rose ad accontentarsi anche di poco sole. I colori sono classici, e il profumo il più delle volte non è significativo) e Rose Ibrido di Tea, di cui abbiamo già parlato in un post precedente e che sono forse le rose più famose, ovvero quelle che si possono recidere (hanno un portamento eretto, fanno pochi steli ma molto grossi, ed in cima ad ogni stelo vi è un fiore singolo, di forma perfetta, spesso profumato, che se reciso nel momento giusto può rimanere in fiore fino a 10-15 giorni).



Paul Lede



Garden Princess

                                                                     Kathleen

Dal profumo che sento, capisco che ci stiamo avvicinando alle mie preferite: le antiche e le inglesi del mio adorato David Austin. Ecco infatti le regine di ogni roseto che si rispetti: Portland, Ibridi di Muscosa, Ibridi di Chinensis, Rose Botaniche, Ibridi di Spinosissima, Ibridi di Bracteata, Alba, Tea, Galliche, Bourbon, Ibrido Perpetuo, Rosa Rugosa, Ibrido di Roxburghii, Centifolia, Damascena e molte altre fanno parte della mia ultima ossessione: le rose antiche, dal profumo straordinario e, in alcuni casi, dalla prolungata rifiorenza.
Come sappiamo, alcune di queste varietà sono ottime anche in cucina o in cosmesi (ne parleremo in seguito).


Baron Girod de l'Ain, 1897

E dato che il primo amore non si scorda mai, mi fermo ammirata davanti ai capolavori di Austin, è lui il colpevole della mia passione (mio marito gliene sarà eternamente grato): dai colori sfumati o sgargianti, col fiore stradoppio grande, che spesso ricorda la forma del fiore della peonia; quasi sempre sono molto profumate. Hanno un portamento vigoroso, a tal punto che alcune varietà si possono tranquillamente coltivare come piccole rampicanti. Queste rose sono, in generale, molto generose nella rifiorenza.


 Perdita, David Austin


Lasciate le mie care inglesi, ecco le Rose Rampicanti: altra categoria molto ampia, che convenzionalmente contiene tutte quelle rose che hanno un’altezza minima di 200-250 cm. Ne esistono innumerevoli tipi, e si possono utilizzare per adornare la propria casa, oppure per fare siepi, oppure per ricoprire pergolati. Di solito la rifiorenza nelle rampicanti è più contenuta, ma in compenso esistono diverse varietà che sviluppano una foltissima e sanissima ramificazione. Poi vi sono rose eccezionali come la Filipes Kiftsgate, che può superare i 15 metri di sviluppo, leggende raccontano che superi anche i 20 metri.

 Gloire de Dijon

Poco distante intravedo piante da frutta e incontro la signora Adriana che con orgoglio, mi racconta che Rose Rifiorentissime non è solo un vivao di rose, infatti, l’Azienda si occupa dal 2003 anche della ricerca e rimessa in coltivazione di vecchie varietà di alberi da frutto bresciani,  di facile coltivazione, produttivi  e quindi ideali per il frutteto domestico.
Le varietà antiche sono molto resistenti alle malattie perché essendo state coltivate per secoli in un determinato territorio, si sono adattate agli specifici microclimi, quindi riescono a fruttificare bene senza dare molti problemi. Al contrario le varietà moderne sono selezionate per le coltivazioni intensive, quindi necessitano di notevoli concimazioni e di conseguenza di notevoli trattamenti antiparassitari. I frutti antichi hanno spesso anche una notevole serbevolezza, ossia la capacità di mantenersi (se conservati in ambiente non riscaldato) in alcuni casi anche 4-5 mesi, peculiarità preziosissima per chi vuol fare una sana dispensa.

La visita virtuale si conclude con la gioia di avere condiviso un sogno realizzato e con la speranza di potere presto aggirarmi sul serio tra gli affascinanti esemplari collezionati dalla famiglia Rizzonelli che ringrazio di cuore, in particolare di Giovanni per la generosità e la gentilezza con la quale ha accompagnato la creazione di questo post, per le informazioni che l'hanno reso possibile e per le splendide foto che mi ha inviato.

VIVAIO ROSE RIFIORENTISSIME
Via Portesi, 23 – Ciliverghe di Mazzano (BS)



giovedì 26 maggio 2016

Il roseto del dottore

Tempo fa, un'amica che sa quanto io ami le rose mi ha proposto di andare a visitare il giardino di un conoscente della sua famiglia. Ovviamente ho accettato, entusiasta della possibilità di conoscere un appassionato collezionista come me e di poterne carpire i segreti.
Oggi siamo andate. Ho visitato un luogo da togliere il fiato: una collezione di 200 varietà che circonda una casa costruita nel 1834. Quello che mi è rimasto più nel cuore, però è stato l'incontro con il Dottor Giuseppe Maria Rissone, una di quelle persone che si ascolterebbero per ore e che difficilmente si possono dimenticare.


Il Dottore mi ha accolta in compagnia del suo meraviglioso cane con una grande generosità. Entusiasta di poter raccontare della sua passione nata fin da bambino. Alcune rose della sua mamma sono ancora lì, belle e vigorose, circondate da varietà antiche e moderne: Queen Elizabeth, Monsier Hulot, Tempi Moderni, Gitana, Moscatella, Lea Massari, Crimson Glory, Pierre de Ronsard, Gertrude Jekyll e molte altre.

Camminare nel vialetto adornato da un lungo arco ricoperto da rose splendide, ascoltando come il Dottore ha reperito i vari esemplari, ancora una volta mi ha confermato che amare le rose è una forma di cultura perchè ognuna racchiude una storia che parte nel vivaio di produzione e arriva ad intrecciarsi con quella del collezionista che la vuole nel suo giardino per mille ragioni diverse: il colore, il nome, il profumo...




Passando da una rosa all'altra però, la storia più bella l'ho ascoltata nella splendida piccola  cappella privata della  casa dove il Dottore mi ha raccontato della sua esperienza come medico di guerra. Ancora oggi, se Medici Senza Frontiere lo chiama, il Dott. Rissone non esista a mettersi in viaggio: l'Africa, quella terribile delle guerra, del Rwuanda, della povertà l'ha visitata diverse volte, occupandosi non solo di curare, ma anche di trasmettere le sue competenze ai medici locali.


Ascoltando storie di morte e dolore, non posso non pensare che quegli occhi buoni devono averne viste di cose terribili, e forse tornare a casa dalle sue rose lo ha aiutato a ritrovare la serenità del quotidiano. E chissà,  magari queste rose sono così belle proprio perchè la persona che le cura è un uomo buono, un uomo di pace che sono felice di avere conosciuto e che non potrò mai dimenticare.....











S.

sabato 21 maggio 2016

Rose al profumo di tè

Nel nostro blog si scriverà molto di rose perchè è una passione che ci accomuna davvero. La rosa non è solo un fiore stupendo da ammirare, è cultura e storia. Ogni vero appassionato di questo fiore ama documentarsi sulle piante che arricchiscono il suo giardino. I nostri roseti sono in divenire e ve ne racconteremo ogni singola pianta scelta non solo per la sua bellezza, ma anche per la storia che si porta dietro, sia essa antica che moderna. 

Il nostro racconto di oggi parte da lontano, vi siete mai chiesti perchè le rose "tea" si chiamino così? E perchè alcune rose antiche siano rifiorenti e altre no? Mettiamoci in viaggio e cerchiamo le risposte.....

Tutto inizia quando a partire dalla fine del XVI secolo, i vascelli delle varie compagnie delle Indie iniziano a solcare i mari verso oriente, portando in Europa meraviglie fino ad allora sconosciute. Nella seconda metà del '700, a bordo dei Tea Clippers (i mercatili della Compagnia delle Indie Britannica) furono trasportate anche alcune varietà di rose che avrebbero radicalmente rivoluzionato il mondo della botanica.
La Cina è sempre stata la terra delle rose e quando Marco Polo e i primi mercanti europei raggiunsero il lontano oriente, i cinesi coltivavano e ibridavano rose già da duemila anni.
E' probabile che alcune rose cinesi fossero già arrivate in Europa prima del '700 in maniera casuale e sporadica, senza però influenzare radicalmente la floricultura locale. Il potenziale di queste specie innovative divenne evidente solo in seguito, quando Linneo classificò la prima cinese rifiorente nel 1752 chiamandola Rosa Indica.
Fu proprio il gene della rifiorenza, fino ad allora sconosciuto nelle varietà botaniche Europee, a rivoluzionare il mondo della coltivazione grazie a quattro esemplari di rose, definite "Stud Chinas" che affascinarono i botanici e gli ibridatori per la loro continua produzione di fiori e per il loro colore innovativo.

Nel 1792 Gilbert Slater introdusse la "Yue Yue Hong", poi ribatezzata Slater's Crimson China. Di colore rosso cremisi viene considerata l'antenata delle nostre rose rosse.



Nello stesso periodo, il diplomatico John Stauton trovò nei vivai di Canton un rifiorentissimo esemplare di colore rosa argentato, in seguito battezzata "Old Blush" (sulla sua rifiorenza sono pronta a testimoniare perchè ce l'ho nel mio roseto ed è una produzione continua di boccioli, S.)
















Nel 1809, Sir Abraham Hume importò una pianta rosa pallido, vagamente profumanta di tè, chiamata poi "Hume Blush Tea-Scented China". Josephine Beauharnais, appassionata collezionista di rose di cui torneremo a parlare presto, convinse l'ex marito Napoleone Bonaparte ad interrompere il blocco navale imposto alla Gran Bretagna per far arrivare nel suo roseto della Malmaison un esemplare di questa rosa.



Infine, nel 1824 John Damper Parks portò in Inghilterra l'antenata delle rose gialle oggi molto diffse, la "Yellow Tea- Scented China".
Queste rose furono definite "Tea-Scented", cioè profumate di tè, probabilmente perchè viaggiando nei vascelli accanto alle casse che contenevano le foglie essiccate della pianta del tè (Camellia Sinensis) ne avevano assunto l'aroma Da qui il nome di alcune delle loro discendenti: le rose tea (tè in inglese)

    

(Foto tratte da Pinterest, Acquerelli botanici di Pierre J. Redoutè 
 tranne Old Blush  di Sabrina. 
Bibliografia: "The Graham Stuart Thomas Rose Book" Sagapress, Timber Press) 

Abbiamo ancora molte storia da raccontare e non solo....seguiteci!
Sabrina&Valeria